La Santa Trinità del Classicismo viennese

Sabato 26 giugno 2021, ore 17 La Santa Trinità del Classicismo viennese
Un programma ‘corposo’ e ‘pensato’, un vero e proprio percorso entro il Classicismo viennese. Prende le mosse da ‘papà’ Haydn, qui testimoniato da una sua amabile Sonata tastieristica, ancora tagliata in due soli movimenti per approdare al Beethoven ‘sublime’ e ormai proiettato sull’incipiente Romanticismo della Sonata op. 110: coronata da una possente Fuga che tuttora lascia attoniti per la perfezione assoluta e la genialità della scrittura. Non basta. In programma anche la prima delle ancor settecentesche Sonate op. 10 coniata nella profetica tonalità di do minore; Sonata che, molto opportunamente, l’interprete ha deciso di interpolare con il coevo Allegretto WoO 53 verosimilmente destinato in origine proprio a tale opera, ma poi più o meno misteriosamente espunto. Nell’ideale itinerario che dal maestro di Rohrau conduce al musicista di Bonn non poteva certo mancare una significativa pagina del salisburghese. E si tratta dell’ineffabile e metafisico Adagio K 540 nell’umbratile tonalità di si minore e composto nel 1788, in prossimità del Don Giovanni. (A.P.)

presentazione di Giulia Ventura

Mario Coppola pianoforte

Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Sonata in sol minore Hob XVI: 44
Moderato
Allegretto

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata in do minore op. 10 n. 1
Allegro molto e con brio
Adagio molto
Allegretto WoO 53
Presto

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Adagio in si minore K 540

Ludwig van Beethoven
Sonata in la bemolle maggiore op. 110
Moderato cantabile, molto espressivo
Molto allegro
Adagio ma non troppo. Fuga

I concerti riprenderanno poi in autunno, con varietà di programmi ed organici.
Stay tuned.

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