Mozart e Beethoven a incorniciare Debussy 

Sabato 9 marzo 2019 – ore 17 

Auditorium Fratelli Olivieri

La stagione dei Concerti del Cantelli  2018/2019 

Sedicesimo concerto

Mozart e Beethoven a incorniciare Debussy 

Alberto Miodini, pianoforte

Ivan Rabaglia, violino

Due interpreti di vaglia, entrambi docenti al Cantelli, in formazione di duo (con f i violoncellista Enrico Bronzi formano il blasonato Trio di Parma).

Per l’occasione i due artisti dal curriculum di caratura internazionale hanno impaginato un programma di tutto rispetto che non mancherà di affascinare il pubblico appassionato del grande repertorio cameristico.

Vienna, Teatro di Porta Carinzia, 29 aprile 1784. Mozart siede alla tastiera accompagnando Regina Strinasacchi, violinista italiana quasi sua coetanea: per lei  ha scritto la superba Sonata K 454,  componendola alla velocità della luce. Non ha nemmeno avuto il tempo di stendere la parte pianistica: l’imperatore dev’essersi accorto del foglio bianco sul leggio, è allibito e immagina che Wolfgang stia improvvisando. Non è così, lo si capisce dalla complessità: l’ha composta con cura ed ora esegue a memoria, divertendosi. Di vasta Sonata da concerto si tratta: l’equilibrio è magistrale e la parte solistica ha singolare rilievo. Un Largo di ampio respiro, poi ecco un fluente Allegro dalle brillanti figure, un effusivo Andante, da ultimo un festoso Allegretto, vero mix di Rondò e forma-sonata che seduce col diamante di idee zampillanti, la gioia di un argentino refrain e un fuoco di fila di irresistibili boutades.

Dedicata alla moglie Emma Bardac, la Sonate pour violon et piano (1917) è la terza delle progettate sei che Debussy non fece in tempo a scrivere. Opera di singolare bellezza, gode tuttora del favore di pubblico e interpreti. S’impone per la limpidità formale, la pregnanza dell’armonia e la perfetta simbiosi tra gli strumenti. L’Allegro alterna  passi sferzanti ad altri onirici, con frasi a carillon, il carezzevole Intermède raggiunge esiti di intensa poesia, l’animato Finale è un vorticoso tourbillon, memore di Iberia.

E siamo alla più celebre tra le beethoveniane Sonate per violino, la monumentale e drammatica op. 47 (1802-03) dal virtuosismo impetuoso, detta à Kreutzer. Fu destinata al violinista mulatto anglo-polacco George August Bridgetower che ebbe l’onore della prima esecuzione; ben presto però i rapporti si raffreddarono sicché il lavoro venne dedicato al virtuoso Rodolphe Kreutzer. Alla fama della pagina giovò il fatto che rimandi all’omonimo racconto di Tolstoj (1889-90), eletta a metaforico simbolo della tragica passione tra Liza, moglie del protagonista, e un violinista dilettante.

Il prossimo appuntamento per I concerti del “Cantelli” è per sabato 16  marzo 2019, pomeriggio dal titolo Sonatismo chopiniano e liriche da camera (con il pianoforte di Enrico Casagrande – musiche di Chopin – ed il tenore Zhang Yi Ming accompagnato al pianoforte da Gigliola Granziera, pagine da Gounod a Strauss, passando per Cilea Tosti ed altri).

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