Geliebte Clara – Giornate di Studio nel 200° della nascita di Clara Wieck Schumann

Venerdì 17 maggio 2019 – a partire dalle ore 15
Sabato 18 maggio 2019 – a partire dalle ore 10,30
Auditorium Fratelli Olivieri

Geliebte Clara
Giornate di Studio nel 200° della nascita di Clara Wieck Schumann

Con Clara Schumann (1819-1896) nata Wieck e andata in sposa a Robert – contro il volere paterno, dopo aver ‘sfidato’ il destino avverso e superato immani ostacoli (l’amore può questo ed altro) – si sa, ci troviamo di fronte ad una delle più straordinarie figure di musiciste di tutti i tempi.

A lei il Conservatorio “G. Cantelli”, in coda ad un anno già ricchissimo di eventi e produzioni artistiche dai densi contenuti, dedica infatti una corposa full immersion prevista per le giornate di venerdì 17 e sabato 18 maggio 2019, nel 200° della nascita. Non solo un vero e proprio convegno ‘scientifico’, con relazioni volte a delineare vari aspetti del profilo artistico e umano della straordinaria Clara, bensì – in alternanza alle relazioni stesse – una ricca kermesse concertistica con contenuti che spaziano dal pianoforte alla liederistica alla musica da camera, addirittura all’organo (scuola di Giancarlo Bardelli): e che coinvolgerà poco meno di una trentina di talentuosi allievi del Cantelli stesso: appartenenti alle scuole di pianoforte di docenti del calibro di Alessandro Commellato, Michele Fedrigotti, Luca Schieppati, Renato Principe ma altresì delle Scuole di musica d’insieme (Monica Cattarossi), canto e accompagnamento pianistico (Stefania Bellini), con l’imprescindibile sostegno intellettuale e progettuale del settore biblioteconomico (Alberto Viarengo); impossibile davvero enumerare tutti.

Ad ideare mesi or sono la succulenta ‘due giorni’ il Dipartimento di Tastiere e, in particolare, a coordinare studiosi e colleghi, Luca Schieppati docente di pianoforte al Cantelli, raffinato pianista, fascinoso affabulatore e intellettuale a 360 gradi.

Lunghi mesi di lavoro hanno permesso di approntare un denso programma che vedrà coinvolte figure di studiosi, interpreti e critici quali i musicologi, Claudio Bolzan che a Clara ha dedicato approfonditi saggi, Simonetta Sargenti e Attilio Piovano (questi ultimi titolari di Storia della musica al Cantelli), il pianista Renato Principe anch’egli appartenente al corpo docente del Conservatorio novarese e ancora il poliedrico Luca Ciammarughi. Facile dedurre dai titoli stessi dei loro interventi quale ‘taglio’ narrativo offriranno al pubblico desideroso di approfondire la complessa e variegata figura di una pianista, compositrice, insegnante e donna dalle singolarissime doti, già enfante prodige, ma anche ispiratrice di non pochi artisti di primissimo livello, suoi privilegiati coetanei: da Brahms (con il quale intrattenne uno specialissimo rapporto di sodalizio amicale ed intellettuale e che le sopravviverà di un solo anno, lasciando come testamento spirituale i sublimi e organistici Preludi op. 122 a lei dedicati) al sereno Mendelssohn, dal tumultuoso e turbolento Liszt addirittura al boemo Smetana.

Anche solo scorrendo rapidamente il programma – un programma davvero ragguardevole – è possibile farsi un’idea della vastità degli orizzonti intellettuali di Clara: formatasi alla scuola del padre, l’arcigno e severo Friedrich Wieck, maestro dello stesso Schumann, pianista tra le più straordinarie di tutti i tempi (paragonabile per dire ad una Clara Haskil del nostro ‘900 – nomen omen – o forse ad una Martha Argerich dei nostri anni), acclamata da Berlino a Londra a San Pietroburgo, nel corso di defatiganti e apprezzate tournées intervallate dalle molte gravidanze, poi docente per lunghi anni in uno tra i più prestigiosi Conservatori germanici (quello di Francoforte sul Meno), ma anche raffinata compositrice: per nulla debitrice alle maniere del pur celebre consorte. Lo si deduce agevolmente acsoltando i suoi lavori, per lo più pianistici e cameristici, in grado di rivelare una personalità davvero unica. In assoluto, dall’epoca di Ildegard von Binden o della novarese Isabella Leonarda, alle novecentesche Germaine Tailleferre o Sofia Gubaidulina, per citare nomi celebri, la donna musicista artisticamente più affascinante di tutti i tempi.

Sarà come compiere un viaggio nel tempo ed incontrare idealmente figure quali quelle di Felix e Fanny Mendelssohn (altra donna di non comuni qualità), l’onnipresente, austero e pur affettuoso Johannes (Brahms, ça va sans dire) e molti altri ancora.

Per chi lo desidererà, sarà possibile beninteso confezionarsi un proprio programma à la carte, concedendosi – chissà – una meritata pausa en plein air tra una relazione ed un concerto, oppure scegliendo di concentrarsi sulle sole performances tralasciando i relatori… e via elencando, scorrendo gli orari da mattina a notte fonda. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Da citare poi ancora la rarità della proiezione di una pellicola di produzione tedesca, ormai introvabile, dedicata al rapporto tra Clara e Robert (sicché la kermesse non mancherà di attrarre anche i cinefili); e così pure emergeranno di certo frammenti dalle lettere e dai diari che la singolarissima coppia, con sensibilità squisitamente Biedermeier tenne per anni, fino a quando la mente di Robert sprofondò inesorabilmente nella follia.

A far da collante al tutto una sorta di sfaccettata e poliedrica colonna sonora idealmente propiziata dalla stessa, amatissima – Geliebte – Clara: donna tenace e volitiva come poche altre, la cui effige – piccola curiosità giornalistica – un tempo, lo ricorderanno bene gli incalliti viaggiatori non più giovani, ante euro, campeggiava sulla banconota da 100 marchi.

Da non perdere, per chi ama la musica e la cultura a tutto campo e desideri approfondire un rilevante ‘tassello’ del patrimonio storico-musicale di ambito romantico. E molto di più..

Note di sala

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