Il novecentesco Casella e Mendelssohn cameristico

Diciannovesimo concerto per la stagione 2020/21
dei Concerti del Cantelli
IN DIRETTA STREAMING dall’Auditorium Fratelli Olivieri

Un pomeriggio cameristico da non perdere e di altissimo livello – quello di sabato 12 giugno – che vedrà protagonista una formazione di quintetto ed una di trio. Il concerto vede abbinata infatti, con ardito accostamento, il novecentesco Casella, del quale si ascolta la neoclassica Serenata op. 46 al primo Trio di Mendelssohn, unanimemente considerato un capolavoro assoluto. Un programma scaturito «dal lavoro che si fa di norma entro le classi di musica da camera, comprendente sia lo studio dei grandi capolavori sia la valorizzazione di repertori meno noti».

In merito a Casella, nello specifico, «la sua splendida, ma poco conosciuta Serenata (quantomeno in tale veste, mentre assai più nota ed eseguita è la sua versione orchestrale) ha molto divertito e coinvolto gli studenti nella fase di studio: in virtù dei suoi ricorrenti temi e ritmi di danza napoletana, del virtuosismo contrappuntistico alleggerito da una ‘vivacità pettegola’ (così egli prescrive per un passo della tromba), e ancora per il raffinato impasto di timbri derivante dall’accostamento di archi e fiati».

Un concerto che metterà in gioco un pool di giovani musicisti selezionati ad hoc, posti a reagire con la non facile e pur efficacissima scrittura caselliana – per l’appunto – che di certo non mancherà di regalare emozioni al pubblico.

Introduzione al pomeriggio musicale, come già la scorsa settimana, a cura della pianista Raffaella Pavin.

Sabato 12 giugno 2021, ore 17  Il novecentesco Casella e Mendelssohn cameristico
In apertura la caselliana Serenata op. 46 del 1927, vero manifesto di Neoclassicismo. C’è spazio per atmosfere grottesche, humour, ironia, gaiezza e luminosità, ma anche per quella tipica cantabilità venata di malinconia che del musicista torinese è una vera e propria cifra: giù giù sino all’irresistibile motorismo di una sfrenata Tarantella. Quanto a Mendelssohn, il Trio op. 49 vide la luce nell’estate del 1839 ed ebbe la sua première a Lipsia il 1° febbraio dell’anno seguente, salutata da uno strepitoso successo. Opera vigorosa, dall’equilibrio perfetto, si apre con un Molto allegro di inarrivabile brillantezza, avviato da un lussureggiante tema del violoncello: ha un che di febbrile, nella sua magnetica concitazione, ma svela altresì passaggi lirici. Se l’Andante, memore di Beethoven, affascina per l’effusiva cantabilità, lo Scherzo, crepitante e leggiadro come una ridda di elfi, incalzante e vaporoso, rimanda al Sogno di una notte di mezza estate. Infine un Allegro dalle robuste scansioni, all’insegna di una sontuosa magnificenza esaltata dalla scorrevolezza, specie della parte pianistica. (A.P.)

presentazione di Raffaella Pavin

Tommaso Perissinotto clarinetto
Diego Cristofari fagotto
Eugenio Valle tromba
Marsiona Bardhi violino
Clara Ruberti violoncello

Alfredo Casella (1883-1947)
Serenata per cinque strumenti op. 46
Marcia. Allegro vivace e ritmico
Notturno. Lento e grave
Gavotta. Vivacissimo e spiritoso
Cavatina. Adagio molto e sentimentale ma senza parodia
Finale. Tarantella. Vivacissimo alla napoletana

Cristina Ballarini violino
Isabella Veggiotti violoncello
Ziqi Zhang pianoforte

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)
Trio in re minore per violino, violoncello e pianoforte op. 49
Molto allegro ed agitato
Andante con moto tranquillo
Scherzo. Leggero e vivace
Finale. Allegro assai appassionato

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