Dallo Schubert ‘sperimentale’ al ‘900 slavo e francese 

A seguire, ultimo appuntamento di stagione 2020/21, sabato 30 ottobre  sempre alle 17 in Auditorium Oliveri concerto live (prenotazione obbligatoria sul sito del Cantelli) con diretta streaming. Protagonisti  Luca Giovannini (violoncello, vincitore PNA per la sua sezione) e Martina Consonni (pianoforte). In programma pagine di Schubert, Janáček  e Debussy.

Dallo Schubert ‘sperimentale’ al ‘900 slavo e francese 

Apertura con l’amabile Sonata ‘Arpeggione’ dal nome del bizzarro strumento cui venne destinata. Unico autore di spicco a comporre per tale ibrido aggeggio destinato all’oblio, Schubert la scrisse nel 1824. Ecco un Allegro striato di spleen, poi un Adagio di singolare spontaneità, già presago di Brahms, quasi Lied dal soave lirismo, quindi un affabile Rondò dai popolareschi accenti. Quanto a Debussy, già minato dal cancro, non fece in tempo a completare le progettate Sei Sonate per dissimili strumenti. Quella per violoncello inaugurò la raccolta nel 1915. Presenta un conciso Prologo dal colore brunito, cui seguono uno scarno tempo lento di assorta pensosità e un Finale dai fascinosi timbri dove prevale un clima cupo, nonostante il cantabile e la verve ritmica. Incorniciata da tali capolavori, una fiabesca pagina del ceco Janácek (1910) rivista e pubblicata nel ‘23: in bilico tra rapsodiante inquietudine, drammaticità e guizzanti bagliori (il tempo centrale), si chiude con una danza dagli echi folklorici; quale fil rouge gli arabeschi del solista memori di Shéhérazade.  

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