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Les Goûts Réunis ossia come una “querelle” si trasformò in musica

Il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Novara organizza quest’anno una serie di incontri volti ad esplorare le strettissime relazioni musicali fra la corte del re di Francia e le corti italiane tra il XVII e il XVIII secolo. Gli incontri, che saranno animati da laboratori, masterclass, conferenze, concerti, si focalizzeranno da un lato sull’influenza dei compositori italiani nella vita musicale francese, dall’altro sull’originalità del linguaggio francese che segnò, al pari di quello italiano, il panorama musicale europeo. Partendo dal paradosso di Lully, compositore italiano che dominò la scena parigina scrivendo nel più puro stile francese, o di Jean Jacques Rousseau che affermò: “i Francesi non hanno musica, non possono averne, e se mai ne avessero una, tanto peggio per loro!”, percorreremo assieme un cammino musicale di più un secolo. Al termine di questo viaggio avremo scoperto “pregi e difetti” di entrambi gli stili e ci troveremo forse d’accordo con una successiva affermazione di Rousseau: “gli Italiani sostengono che la nostra musica sia piatta e senza melodia […]; noi, dal nostro canto, accusiamo la loro di essere bizzarra e barocca. Ma, in fondo, io preferisco pensare che si sbaglino entrambi.