Dalla Norvegia all’Argentina

La stagione dei Concerti del Cantelli 2018/2019
sabato 26 gennaio 2019 ore 17
Auditorium Fratelli Olivieri

Nono concerto

Dalla Norvegia all’Argentina

protagonisti:

Eva Ghelardi, violino
Ludovica De Bernardo, pianoforte

musiche di

Grieg e Brahms

Jacopo Marchesini, Gabriele Mercandelli*,
Anna Sgarbossa, Ivan Corona, quartetto di clarinetti
*Gabriele Mercandelli è risultato vincitore del Premio Nazionale delle Arti 2018 sezione legni

musiche di

Bizet, Uhl, Piazzolla

 

Un programma per così dire ‘bipartito’ quello del concerto odierno, con una prima parte dedicata al fascinoso binomio di violino e pianoforte ed una seconda incentrata invece sul suggestivo ensemble timbrico di un quartetto di clarinetti: tanto interessante quanto poco consueto nella programmazione concertistica. E allora ecco in prima parte di concerto la Seconda Sonata di Grieg per violino e pianoforte, pezzo impegnativo e di grande fascino. Visitare la casa di Grieg, a Troldhaugen sulle alture di Bergen, con vista su un lago attorniato di betulle, e pare un fiordo, entrare nella piccola Hütte dove componeva in solitudine circondato solo dal bosco e dal silenzio, è esperienza unica. Norvegese doc, Grieg ebbe una formazione solidamente tedesca; ed ecco che nella sue pregevoli pagine cameristiche è proprio questo l’aspetto prevalente, ancorché non manchino qua e là quelle assonanze folkloriche dei pianistici pezzi lirici, inconfondibile firma.

Poi ecco Brahms, o più propriamente una sua pagina inserita entro un lavoro per così dire ‘collettivo’. Una Sonata a più mani? Insomma un lavoro frutto di una creatività di ben tre artisti? Non capita spesso. Del sommo Brahms ci viene proposto dunque lo Scherzo ch’egli, ventenne, destinò ad una curiosa Sonata ‘a sei mani’ composta in collaborazione con Schumann e Albert Dietrich detta Sonata FAE. Il curioso titolo si riferisce al motto di Joachim Frei, Aber Einsam (libero, ma solo) che fece poi pubblicare il solo Scherzo, la parte migliore della bizzarra composizione.

 

 

Nella seconda parte del pomeriggio farà poi un certo effetto ascoltare – nell’inconsueta veste di un quartetto di clarinetti – il flavour mediterraneo e caliente di Bizet (e si tratta della Aragonaise dall’immortale Carmen) così come e una notissima Milonga di Piazzolla dolce ed aggressiva, con un retrogusto di spleen. Incastonato tra questi due pezzi l’irresistibile e spumeggiante Divertimento del novecentesco A. Uhl (1909-1992) dal virtuosismo smagliante, a porre in luce le qualità sonore dei quattro strumenti e, più ancora, la già scaltrita maestria dei giovani interpreti.

Da non perdere.

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