IL GRANDE LUDWIG E L’ALLIEVO FERDINAND

Sabato 1° febbraio 2020 ore 17 – ingresso libero
La stagione dei Concerti del Cantelli 2019/2020
Undicesimo concerto
Auditorium Fratelli Olivieri

Undicesimo appuntamento con i Concerti della stagione del Cantelli sabato 1° febbraio 2020, alle ore 17, presso l’Auditorium Fratelli Olivieri, come sempre con ingresso libero, appuntamento dedicato a musiche da camera di Beethoven (nel 250° della nascita) e del poco noto Ferdinand Ries (1784-1838) che di Ludwig fu allievo.

Protagonisti:
Sandro Tognatti, clarinetto
Gaetano Nasillo, violoncello
Alessandro Marangoni, pianoforte

Formazione di trio, dunque, affidata alle mani esperte di tre musicisti di lungo corso, dalla vasta esperienza artistica e dalla intensa attività, nonché apprezzati docenti del Cantelli. E sarà un’occasione propizia per ascoltare a distanza ravvicinata il giovanile Trio op. 11 di Beethoven posto a reagire con la Grande Sonate pour pianoforte et violoncelle op. 69 ed il Grand trio pure le pianoforte, clarinette et violoncelle op. 28 del Ries: musicista non eccelso (passato alla storia di fatto per essere stato allievo di Beethoven), artista che pur tuttavia non sarà male conoscere per apprezzarne quanto meno la solida formazione ed il valido ‘artigianato’: ben consci della maggiore ed innegabile levatura del musicista di Bonn del quale in questo 2020 l’intero mondo musicale festeggia il duecentesimo della nascita.

Il concerto (alle 17 in Auditorium Olivieri) sarà preceduto da una presentazione a cura di Niccolò Pala, alle ore 16 nel Foyer del Teatro Coccia, anch’essa a ingresso libero, a poche centinaia di metri dal Conservatorio stesso. Un bel modo per il pubblico che vorrà accostarsi ai due musicisti con maggior consapevolezza ed una valida ‘guida all’ascolto’ di pagine se non rare, quantomeno inconsuete e poco frequentate. Da non perdere.

Ed eccoci – dopo il pomeriggio dello scorso 18 gennaio – al secondo omaggio a Beethoven, nel 250°. In apertura il Trio op. 11 (1796-98) che include il clarinetto e si pone quale hommage alle maniere mozartiane (il modello è il Trio ‘dei birilli’): un garbato Allegro, un delicato Adagio e brillanti Variazioni sul terzetto Pria ch’io l’impegno dall’opera L’amore marinaro di Joseph Weigl, forse suggerito dal clarinettista Josef Beer. Per il medesimo organico il Grand Trio di Ferdinand Ries che di Beethoven fu allievo pur dotato, ma non geniale. Si ascolta poi anche la Sonata op. 69 (1807-08), la terza che il musicista di Bonn dedicò a violoncello e pianoforte. Pagina ricolma di lirismo, «di luminosa e calda bellezza e di lieto, ma non superficiale ottimismo» che un’aneddotica spicciola vorrebbe connessa all’infatuazione per l’avvenente, giovanissima e colta Marie Therese Malfatti.

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